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Razze di gatti

Le razze feline riconosciute sono una cinquantina, ma i gatti che ci vivono accanto sono molti di più: ogni razza porta un carattere, un mantello e un modo di stare in casa diversi. Qui trovi tutte le schede, e più sotto una guida per orientarti fra categorie, cure del pelo e temperamenti.

Quante razze di gatti esistono davvero

Non esiste un numero unico, e il motivo è che dipende da chi conta. La FIFe, la federazione felina internazionale a cui aderisce l'Italia, riconosce oggi 53 razze pienamente ammesse più due in riconoscimento preliminare. Altri enti, come TICA negli Stati Uniti, ne contano di più perché ammettono razze che la FIFe considera ancora sperimentali, o trattano come razze separate quelle che altrove sono varietà della stessa.

In Italia il riferimento è ANFI, fondata nel 1934 e fra i membri fondatori della FIFe. È ANFI a tenere il Libro Genealogico dei gatti di razza, su autorizzazione del Ministero dell'Agricoltura: è lì che nasce il pedigree, cioè il documento che attesta l'ascendenza di un gatto di razza.

Su Wikipet trovi 39 schede feline, quelle con dati completi e verificati su carattere, morfologia e cura. Non sono tutte le razze del mondo: sono quelle su cui abbiamo qualcosa di utile da dirti.

Le quattro categorie FIFe, e perché ti servono

La FIFe divide le razze in quattro categorie. Non è burocrazia: è il modo più rapido per capire che tipo di gatto hai davanti prima ancora di leggere la scheda, perché ogni categoria raggruppa gatti con struttura e mantello simili.

Categoria 1. Corporatura raccolta, muso schiacciato nei persiani, pelo lungo che chiede tempo tutti i giorni: Persiano, Ragdoll, Sacro di Birmania, Turco del Lago di Van.

Categoria 2. I semilanghi, spesso di taglia grande, con pelo doppio nato per i climi freddi: Maine Coon, Siberiano, Gatto delle foreste norvegesi, Angora Turco, American Curl.

Categoria 3. La più numerosa. Pelo corto e struttura solida, dai gatti di casa più comuni ai mantelli maculati: British Shorthair, Certosino, Bengal, Europeo, Burmese.

Categoria 4. Corpo slanciato, voce squillante, legame stretto con la famiglia. Qui stanno anche i rex e i gatti senza pelo: Siamese, Orientale, Abissino, Sphynx, Devon Rex.

Quanto tempo chiede il pelo

È la domanda che cambia di più la vita quotidiana, e quella su cui si sbaglia più spesso. Un Persiano o un Maine Coon vogliono la spazzola tutti i giorni: saltare qualche giorno significa nodi, e i nodi si tagliano, non si sciolgono. Un British Shorthair o un Certosino se la cavano con una spazzolata a settimana, di più nei cambi di stagione.

Attenzione a un equivoco frequente: pelo corto non vuol dire poco pelo in giro per casa. L'Europeo perde parecchio pur avendo il mantello corto, mentre un Devon Rex, con quel pelo riccio e rado, ne lascia pochissimo. Cura e muta sono due cose diverse.

Lo Sphynx non ha il problema opposto che ci si aspetta: senza mantello che assorbe il sebo, la pelle va pulita con regolarità e va protetta dal freddo e dal sole. Nessun pelo non significa nessuna cura.

Carattere: quanto gatto vuoi addosso

Le razze non determinano il carattere, ma le tendenze esistono e conoscerle evita delusioni. I gatti di categoria 4, Siamesi e Orientali in testa, parlano molto e ti seguono di stanza in stanza: se cerchi silenzio, non sono loro. Ragdoll e Sacro di Birmania stanno all'estremo opposto per tono, tranquilli e portati al contatto.

Bengal e Abissino hanno bisogno di muoversi e di avere qualcosa da fare: senza gioco e verticalità in casa si annoiano, e un gatto annoiato lo fa sapere. Persiano e British Shorthair reggono meglio ritmi lenti e case tranquille.

Su ogni scheda trovi questi tratti misurati uno per uno, così puoi confrontarli invece di andare a impressione.

Gatti e allergie: come stanno le cose

Nessuna razza felina è ipoallergenica, e diffida di chi te lo vende come tale. Quello che scatena la reazione non è il pelo ma una proteina, la Fel d 1, presente nella saliva e nelle ghiandole della pelle: finisce sul mantello quando il gatto si lava, e da lì nell'aria di casa.

Alcune razze, fra cui Siberiano e Balinese, hanno fama di produrne meno, ma i dati non sono solidi e la variabilità fra singoli gatti è alta. Se in famiglia c'è una persona allergica, l'unica prova che conta è passare del tempo con quel gatto, non con quella razza.

Domande frequenti sulle razze di gatti

Quante razze di gatti esistono?

La FIFe, a cui aderisce l'Italia tramite ANFI, riconosce 53 razze pienamente ammesse più due in riconoscimento preliminare. Altri enti internazionali arrivano a numeri diversi perché applicano criteri propri su varietà e razze sperimentali. Su Wikipet trovi 39 schede feline complete.

Qual è la razza di gatto più adatta a chi vive in appartamento?

Quasi tutti i gatti vivono bene in appartamento, purché abbiano spazio in verticale, un posto tranquillo dove ritirarsi e gioco quotidiano. Se la casa è piccola e silenziosa, razze pacate come Persiano, British Shorthair e Ragdoll si adattano più facilmente di Bengal e Abissino, che hanno bisogno di muoversi molto.

Qual è la differenza fra un gatto di razza e un gatto europeo?

Il gatto di razza ha un pedigree, cioè un documento rilasciato tramite il Libro Genealogico che ne attesta l'ascendenza e la conformità a uno standard. L'Europeo è a sua volta una razza riconosciuta dalla FIFe, e non va confuso con il gatto comune senza pedigree, che razza non è.

Esistono gatti che non fanno allergia?

No. L'allergene principale è la proteina Fel d 1, prodotta nella saliva e nella pelle, quindi presente in tutte le razze. Alcune, come il Siberiano, hanno fama di produrne meno, ma non ci sono prove solide e la differenza fra singoli gatti conta più della razza.

Quanto vive in media un gatto di razza?

La maggior parte delle razze feline si colloca fra i 12 e i 16 anni, con differenze sensibili da razza a razza. Su ogni scheda trovi l'aspettativa di vita specifica. Alimentazione, sterilizzazione, vita in casa e controlli veterinari regolari pesano quanto la genetica.

Fonti

Razze riconosciute dalla FIFe · ANFI, Libro Genealogico dei gatti di razza

Dal magazine

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