Il gatto europeo: il più comune e il meno raccontato

È il gatto che hanno quasi tutti e di cui non parla nessuno. Carattere, salute, e perché «senza razza» non vuol dire senza storia.

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In breve

Il gatto europeo ha di solito un carattere equilibrato: curioso, buon cacciatore, indipendente, affettuoso quando decide lui. Più della razza, però, contano le sue esperienze: un gatto abituato alle persone nelle prime settimane di vita diventa un adulto più socievole. È un gatto robusto, ma non invincibile: peso, denti e reni sono le attenzioni che contano davvero, soprattutto con l'età. E la sua storia è lunga: i gatti domestici sono arrivati in Europa circa duemila anni fa, al seguito dei Romani.

Che carattere ha il gatto europeo? Nella maggior parte dei casi è un gatto pratico e sereno, che esplora, osserva, caccia per gioco e cerca la tua compagnia nei momenti di calma. Non è un gatto «da coccole a comando», ma nemmeno un solitario: sceglie lui quando avvicinarsi, e quando lo fa è sincero.

La differenza la fanno meno i geni di razza e più le esperienze. Un europeo cresciuto fra persone gentili e rumori di casa sarà più tranquillo di uno che le persone le ha conosciute tardi. Per questo, quando si parla di europeo, conviene guardare il singolo gatto, non la categoria.

In Italia i gatti sono quasi 12 milioni, secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2025, e buona parte è proprio lui. Eppure se ne scrive poco, come se ciò che è comune non avesse niente da raccontare.

Europeo di razza ed europeo di casa

C'è l'Europeo di razza (European Shorthair), con pedigree e standard. Per decenni è stato confuso con il British Shorthair; nel 1982 la federazione felina internazionale FIFe lo ha riconosciuto come razza a sé, con un proprio standard, grazie soprattutto al lavoro degli allevatori scandinavi. In Italia il pedigree lo rilascia l'ANFI, l'associazione che tiene il libro genealogico del gatto di razza.

E c'è il gatto di casa, quello senza pedigree che sul libretto trovi spesso indicato come «europeo» o «comune europeo». Somiglia molto all'Europeo di razza, perché la razza è nata proprio selezionando questi gatti, ma non è un gatto di razza: è il gatto domestico europeo così com'è, mescolato e vario.

Qui parliamo soprattutto del secondo, quello che vive in quasi tutte le case. La scheda completa della razza è su Wikipet: Europeo.

Senza razza non vuol dire senza storia

Il gatto «comune» ha una storia tutt'altro che comune. Uno studio pubblicato su Science nel 2025 da un gruppo guidato dall'Università di Roma Tor Vergata ha analizzato i genomi di gatti antichi da 97 siti archeologici fra Europa e Anatolia. Il risultato ha cambiato il racconto: i gatti domestici sono arrivati in Europa dal Nord Africa a partire da circa duemila anni fa, in età imperiale romana, e non con i primi agricoltori del Neolitico come si pensava.

Prima di allora, in Europa c'erano gatti selvatici o loro incroci. I domestici sono arrivati probabilmente via mare, sulle navi dei commerci nel Mediterraneo, dove tenevano lontani i topi dalle stive. Poi si sono diffusi in fretta, spesso lungo le vie dell'esercito romano, fino a raggiungere la Britannia nel I secolo.

Il gatto sul tuo divano discende da quei viaggiatori: duemila anni accanto alle persone, nei granai e nelle cucine.

Il carattere: cosa aspettarsi davvero

Ogni europeo è un individuo, ma alcuni tratti ricorrono spesso:

  • curiosità: controlla ogni scatola e ogni stanza chiusa;
  • istinto di caccia: insegue tutto ciò che si muove, e il gioco per lui è caccia simulata;
  • indipendenza: sa stare da solo qualche ora senza drammi;
  • affetto selettivo: sceglie una o più persone di riferimento e le cerca a modo suo, con una testata o un saluto alla porta.

Da dove nasce la differenza fra un europeo socievole e uno diffidente? Dalle prime settimane. International Cat Care spiega che il periodo chiave per la socializzazione va dalle due alle sette settimane di vita: in questa finestra il gattino impara chi fa parte del suo mondo. I gattini maneggiati con dolcezza da quattro o cinque persone diverse, uomini, donne e bambini, prima delle sette settimane da adulti sono più socievoli e più propensi a cercare il contatto.

Cosa significa per te, in pratica:

  • se adotti un gattino, chiedi come ha passato le prime settimane: in casa, fra le persone, o in un posto isolato;
  • se adotti un adulto da un rifugio o da una colonia, hai un vantaggio: il suo carattere lo vedi già, e chi se ne prende cura può dirti com'è davvero;
  • un europeo timido non è un gatto «sbagliato»: con tempi lenti, nascondigli sicuri e nessuna forzatura, la fiducia arriva.

La salute: robusto, non invincibile

L'europeo ha fama di gatto robusto, e in parte la merita: non è stato selezionato per tratti estremi, come il muso molto schiacciato, che in alcune razze portano problemi di salute legati proprio all'aspetto. Ma robusto non vuol dire immune. Le attenzioni che contano sono quelle che valgono per ogni gatto:

  • il peso: un gatto di casa che si muove poco ingrassa facilmente. Porzioni misurate e gioco quotidiano aiutano più di qualsiasi dieta;
  • i denti: tartaro e infiammazioni delle gengive sono frequenti e spesso silenziosi. Un controllo della bocca a ogni visita evita sorprese;
  • i reni: con l'età la malattia renale cronica diventa comune. Secondo International Cat Care, fra il 20 e il 50% dei gatti oltre i 15 anni ne ha un certo grado. Esami del sangue e delle urine periodici, dopo i sette-otto anni, permettono di accorgersene presto;
  • se esce in giardino o in strada: vaccinazioni, antiparassitari e test per le malattie infettive vanno decisi con il tuo veterinario in base allo stile di vita.

Un europeo vive in media 12-18 anni, e molti superano questa soglia. Conta molto la tua attenzione ai piccoli cambiamenti: beve di più, mangia meno, si nasconde.

Vivere bene con un europeo

Le sue esigenze sono semplici, ma non trascurabili:

  • qualcosa da cacciare: dieci minuti al giorno con una canna con piume valgono più di dieci giocattoli fermi;
  • punti alti e un tiragraffi stabile: osservare dall'alto e graffiare sono bisogni, non capricci;
  • una spazzolata a settimana: il pelo corto non chiede di più;
  • finestre e balconi protetti: la curiosità e le altezze non vanno sempre d'accordo.

Per confrontarlo con altri gatti, le schede di tutte le razze sono in Wikipet: gatti.

Domande frequenti

Il gatto europeo è una razza? Sì e no. Esiste l'Europeo di razza, riconosciuto dalla FIFe nel 1982, con pedigree e standard. Ma i gatti chiamati «europei» sono per lo più gatti di casa senza pedigree, molto simili alla razza ma non selezionati.

Il gatto europeo è affettuoso? Di solito sì, ma a modo suo. Cerca la vicinanza quando è tranquillo e sceglie le sue persone. Quanto sarà coccolone dipende molto da come è cresciuto nelle prime settimane di vita.

Quanto vive un gatto europeo? In media 12-18 anni, e non è raro che li superi. Contano alimentazione, peso, controlli regolari e, dopo i sette-otto anni, esami periodici per i reni.

Che differenza c'è fra europeo e British Shorthair? Il British è più massiccio, con testa molto larga e guance piene. L'europeo è più asciutto e atletico. Fino al 1982 erano considerati la stessa razza, poi la FIFe li ha separati.

Fonti

  • De Martino M. et al., «The dispersal of domestic cats from North Africa to Europe around 2000 years ago», Science, 2025, doi:10.1126/science.adt2642.
  • International Cat Care, «Bringing up a litter of kittens: behavioural considerations» (periodo di socializzazione).
  • International Cat Care, «Chronic kidney disease» (diffusione nei gatti anziani).
  • FIFe, standard della razza European (EUR), riconoscimento del 1982.
  • ANFI, Associazione Nazionale Felina Italiana, standard di razza e libro genealogico.
  • Assalco-Zoomark, Rapporto 2025, sintesi.

Comune non vuol dire qualunque. Su shizu il suo libretto, con visite, vaccini e pesate, sta in un posto solo, sempre con te.

Foto di guvo59 da Pixabay

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