Il labrador e la fame che non si spegne
La delezione del gene POMC e perché la ciotola misurata non è severità ma protezione. Cosa funziona davvero: razione, premi contati, movimento.

In breve
Sì, molti labrador hanno sempre fame, e non è un capriccio né un difetto di educazione. Circa un labrador su quattro porta una piccola variante del gene POMC che gli toglie due segnali di sazietà e gli abbassa il consumo di energia a riposo. Il risultato è un cane che si sente affamato più spesso e ingrassa con meno calorie di un altro.
La ciotola misurata non è severità, è protezione: pesare la razione, contare i premi dentro il totale e muoversi ogni giorno sono le tre cose che funzionano. E per capire se stai facendo bene non serve la bilancia della cucina, serve la mano sulle costole.
Perché il labrador ha sempre fame
Chi vive con un labrador conosce lo sguardo: la ciotola è vuota da mezzo secondo e lui già ti fissa come se fosse digiuno da giorni. Non è teatro. Per una parte della razza è biologia.
Nel 2016 un gruppo dell'Università di Cambridge ha cercato nei geni dei labrador la ragione della loro tendenza a ingrassare e ha trovato una delezione di 14 basi nel gene POMC, che nel cervello produce alcuni dei messaggeri che regolano appetito e consumo di energia. La variante interrompe due di questi segnali, la beta-MSH e la beta-endorfina, e lascia intatti gli altri. Nei labrador studiati la frequenza dell'allele era del 12%, che vuol dire circa un cane su quattro con almeno una copia. Ogni copia è associata a un peso maggiore, a più grasso corporeo e a una motivazione per il cibo più alta. Tra le altre razze la stessa variante compare solo nel flat-coated retriever, un cugino stretto.
Un dettaglio racconta molto del labrador che conosciamo: la variante è più comune nei labrador selezionati come cani da assistenza che in quelli di famiglia. Un cane molto motivato dal cibo è più facile da addestrare con il premio. Senza volerlo, per decenni abbiamo scelto i labrador anche per la loro fame.
Non è solo fame: è anche un motore che consuma meno
Lo stesso gruppo ha pubblicato nel 2024 il seguito, su Science Advances, e ha spiegato come si comporta davvero un cane con la variante. Dopo un pasto si sente sazio come gli altri: la differenza non sta nella ciotola, ma in quello che succede tra un pasto e l'altro. Davanti a un segnale di cibo la sua voglia è più alta. E il suo metabolismo a riposo è nettamente più basso: a parità di peso brucia meno energia per il solo fatto di esistere.
Messi insieme, i due effetti spiegano il paradosso di tanti labrador: mangiano «come gli altri» e ingrassano lo stesso. Non è colpa tua e non è colpa sua. Non serve un test genetico per fare le scelte giuste: serve sapere che con un labrador la fame non è un termometro affidabile di quanto cibo gli serve.
La ciotola misurata è una forma di cura
Con un labrador la tentazione è cedere: un po' di più nella ciotola, un pezzo di pane, la crosta del formaggio. Ogni volta sembra una gentilezza. Sommate, sono i chili in più che pesano su articolazioni, cuore e anni di vita.
Dare la razione giusta a un cane che ne chiede di più non è severità: è l'unico modo per proteggerlo da una fame che non si regola da sola. Il labrador non può decidere per sé quanto mangiare. Lo fai tu, e lo fai bene con una bilancia, non a occhio.
Cosa funziona davvero
La razione, pesata. Il misurino è impreciso e la mano lo è ancora di più. Pesa le crocchette con la bilancia da cucina, a ogni pasto, partendo dalla quantità indicata sulla confezione per il peso ideale del tuo cane, non per quello attuale se è già sopra. Poi aggiusta nel tempo in base a come cambia il corpo. Se vuoi ripartire dai fondamentali, la nostra guida su come nutrire un cane: le basi comincia da lì.
Due pasti, non uno. Dividere la razione in due pasti allunga il tempo in cui il labrador ha qualcosa nello stomaco e accorcia le ore di attesa vuota. Il totale della giornata non cambia.
I premi si contano. Ogni biscotto, ogni pezzo di formaggio, ogni avanzo è cibo. La regola condivisa dai veterinari nutrizionisti è che i premi non superino il 10% delle calorie del giorno, e che quel 10% venga tolto dalla razione, non aggiunto. Per l'addestramento usa le crocchette stesse del pasto, contate al mattino e messe da parte.
Mangiare lento. Una ciotola con i rilievi, un tappetino da leccare, un gioco che rilascia le crocchette: il pasto dura di più, il cane lavora per averlo, e la sensazione di pienezza arriva prima che la ciotola sia vuota. Per un labrador è spesso l'accorgimento che fa la differenza più grande.
Verdure come volume. Zucchine, carote, fagiolini lessati e senza condimento allargano la ciotola con poche calorie. Non sostituiscono la razione. Chiedi al tuo veterinario quali e quante.
Il movimento, tutti i giorni. Un metabolismo a riposo più basso si compensa muovendosi: passeggiate vere, non il giro del palazzo, e il riporto, che per un labrador è quasi un bisogno. Un cane stanco e appagato chiede anche meno.
Tutta la famiglia sulla stessa linea. La razione pesata non regge se poi il nonno passa il pane sotto il tavolo. Serve un accordo di casa: chi dà da mangiare, quanto, e che i premi di tutti escono dal totale.
Come capire se stai facendo bene
Il peso sulla bilancia dice poco da solo. La misura più utile è il body condition score, la scala a nove punti che i veterinari usano in tutto il mondo: con le mani sui fianchi devi sentire le costole sotto un velo di grasso, senza premere, e visto dall'alto il cane deve avere la vita che si stringe dietro il torace. Se le costole spariscono sotto uno strato morbido, la razione va rivista.
Pesalo una volta al mese, nelle stesse condizioni, e segna il numero. Un labrador che prende mezzo chilo al mese sta prendendo sei chili l'anno, e nessun singolo giorno te lo farà notare. Il libretto di shizu serve anche a questo: la storia del peso in un posto solo, da mostrare al tuo veterinario senza ricostruirla a memoria.
Un labrador che ha sempre fame è un labrador normale. Un labrador che ha sempre fame e all'improvviso beve molto, perde peso pur mangiando di più, o al contrario ingrassa senza cambiamenti nella ciotola, è un cane da far visitare: dietro un appetito che cambia possono esserci la tiroide, il diabete o altro. La scheda del labrador retriever su Wikipet raccoglie le predisposizioni della razza da tenere d'occhio.
Domande frequenti
Il mio labrador ha sempre fame: è normale? Sì, per una parte della razza è una questione genetica: circa un labrador su quattro porta una variante del gene POMC associata a più appetito e a un metabolismo a riposo più basso. La fame non dice quanto cibo gli serve: la razione va decisa a tavolino e pesata.
Quanto deve mangiare un labrador adulto? Dipende da età, peso ideale, sterilizzazione e quanto si muove. Parti dalla quantità indicata sulla confezione per il peso ideale, non per quello attuale, e correggi ogni mese guardando costole e vita. Il tuo veterinario può calcolare il fabbisogno preciso.
Posso dare snack al mio labrador senza farlo ingrassare? Sì, se contano nel totale. I premi non dovrebbero superare il 10% delle calorie del giorno e vanno sottratti dalla razione. Usare le crocchette del pasto come premio è il modo più semplice.
Esiste un test per la variante POMC? Sì, alcuni laboratori lo offrono. Il risultato aiuta a capire il tuo cane, ma non cambia le regole: razione pesata, premi contati e movimento valgono per tutti i labrador, con o senza variante.
Il labrador con la variante POMC è destinato a ingrassare? No. La variante rende più facile ingrassare, non inevitabile. Con la razione giusta e il movimento quotidiano un labrador con la variante resta in forma: chiede più attenzione, non un destino diverso.
Fonti
- Raffan E. et al., «A Deletion in the Canine POMC Gene Is Associated with Weight and Appetite in Obesity-Prone Labrador Retriever Dogs», Cell Metabolism, 2016, 23(5): 893-900. doi: 10.1016/j.cmet.2016.04.012
- Dittmann M.T. et al., «Low resting metabolic rate and increased hunger due to β-MSH and β-endorphin deletion in a canine model», Science Advances, 2024, 10(10): eadj3823. doi: 10.1126/sciadv.adj3823
- WSAVA Global Nutrition Committee, «Body Condition Score» (scala a 9 punti): wsava.org
- Freeman L. et al., «WSAVA Nutritional Assessment Guidelines», Journal of Small Animal Practice, 2011, 52(7): 385-396 (premi entro il 10% delle calorie giornaliere)
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