Il Maine Coon e il cuore: cosa sapere sulla cardiomiopatia ipertrofica

La cardiomiopatia ipertrofica è la ragione per cui un gatto grande e sano può peggiorare in fretta. Cosa guardare, e cosa chiedere all'allevatore.

7 min di letturaSalute

In breve

La cardiomiopatia ipertrofica (HCM) è la malattia del cuore più comune nel gatto: la parete del ventricolo sinistro si ispessisce e il cuore si riempie peggio. Nel Maine Coon c'è una variante genetica nota, la mutazione A31P, che aumenta il rischio soprattutto se ereditata da entrambi i genitori. Spesso resta silenziosa per anni, poi si presenta con il respiro affannato o le zampe posteriori che non rispondono. Le due cose che contano: un'ecocardiografia da un cardiologo veterinario e, a casa, contare i respiri del gatto mentre dorme.

Un Maine Coon di quattro anni, otto chili, gioca come sempre. Una mattina respira a bocca aperta e non vuole muoversi. Sembra un crollo improvviso, ma quasi sempre è l'ultima tappa di qualcosa che lavorava in silenzio: il cuore cambia piano, il gatto compensa bene, e i segni arrivano quando il compenso non basta più. La buona notizia è che si può vedere prima, con gli esami giusti e un'abitudine semplice da prendere a casa.

Che cos'è la cardiomiopatia ipertrofica

Nell'HCM la parete del ventricolo sinistro diventa più spessa del normale. Sembra un muscolo più forte, ma è il contrario: la camera diventa rigida, si rilassa male e si riempie con fatica. L'atrio sinistro si dilata, e da lì nascono le due complicazioni principali: lo scompenso cardiaco, con liquido nei polmoni o intorno ad essi, e i coaguli.

Le linee guida dell'American College of Veterinary Internal Medicine (ACVIM), scritte nel 2020 da un gruppo di cardiologi veterinari, stimano che l'HCM riguardi circa il 15% dei gatti, con percentuali più alte negli anziani. La maggior parte dei gatti colpiti è di razza comune, ma il Maine Coon è fra le razze considerate più a rischio, con ragdoll, british shorthair, sphynx e altre.

Un dato da tenere a mente: la maggior parte dei gatti con HCM resta senza sintomi a lungo. Una diagnosi non significa avere i giorni contati, significa sapere cosa tenere d'occhio.

Perché proprio il Maine Coon

Nel 2005 il gruppo di Kathryn Meurs ha individuato nei Maine Coon con HCM familiare una mutazione del gene MYBPC3, chiamata A31P. È stata la prima causa genetica di HCM descritta nel gatto.

La mutazione è molto diffusa nella razza: uno studio francese del 2010 su 2.744 Maine Coon europei l'ha trovata nel 41,5% dei gatti, e le linee guida ACVIM riportano una prevalenza fra il 35% e il 42%. È però molto più frequente della malattia: avere la mutazione non vuol dire ammalarsi. Il rischio pesa soprattutto sugli omozigoti, i gatti che l'hanno ereditata da entrambi i genitori.

C'è anche il rovescio. Sono stati descritti Maine Coon negativi al test che hanno sviluppato comunque la malattia, perché A31P non è l'unica causa. Il test genetico riduce l'incertezza ma non la toglie, e un risultato negativo non sostituisce il controllo del cuore. Sulla scheda Wikipet del Maine Coon trovi il carattere e le altre attenzioni di salute della razza.

I segni da guardare

Spesso il primo indizio lo trova il veterinario durante una visita di routine. Un soffio al cuore si sente fino all'80% dei gatti con HCM ancora senza sintomi, ma anche in molti gatti sani, e alcuni gatti malati non hanno nessun suono anomalo. Il soffio è un motivo per approfondire, non una diagnosi.

Quando la malattia si fa sentire, di solito lo fa così:

  • Respiro veloce o faticoso: è il segno più comune dello scompenso. Il fianco lavora, a volte la bocca resta aperta, il gatto fatica a trovare una posizione comoda. Un gatto che respira a bocca aperta da fermo va visto subito.
  • Segni vaghi: si nasconde, mangia meno, è più quieto del solito.
  • Zampe posteriori che non rispondono: un coagulo partito dal cuore può bloccare il sangue diretto alle zampe. Il gatto le trascina all'improvviso, ha dolore, le zampe sono fredde. È un'emergenza: si va dal veterinario senza aspettare.

In una minoranza di casi la malattia si manifesta con una morte improvvisa, senza segni precedenti. È il motivo per cui nel Maine Coon ha senso controllare il cuore anche quando tutto sembra andare bene.

Il gesto più utile a casa: contare i respiri

Conta quante volte il torace si alza in 30 secondi mentre il gatto dorme o riposa tranquillo, e moltiplica per due. Le linee guida ACVIM raccomandano questo controllo nei gatti con cardiopatia, con l'obiettivo di restare sotto i 30 respiri al minuto. Uno studio del 2014 ha misurato nei gatti sani, mentre dormono, valori di solito ben sotto questa soglia.

Più del singolo numero conta la tendenza. Se il tuo gatto dorme di solito a 20 respiri al minuto e per due giorni di fila ne conta 35, è il momento di sentire il tuo veterinario, anche se per il resto sembra stare bene. Annotare i valori sempre nello stesso posto rende il controllo facile da leggere.

Come si fa la diagnosi

L'esame che conta è l'ecocardiografia, un'ecografia del cuore che misura lo spessore delle pareti e le dimensioni dell'atrio. Le linee guida la indicano come il test più accurato, meglio se eseguita da un cardiologo veterinario. In base all'esito il gatto viene collocato in uno stadio: nel B1 il cuore è cambiato ma il rischio di complicazioni è basso, e di solito basta un controllo all'anno; nel B2 l'atrio è più dilatato e il veterinario può valutare una terapia contro i coaguli.

Il test genetico per A31P si fa con un tampone o un prelievo. È raccomandato per i Maine Coon destinati alla riproduzione e si può fare anche nei gatti di casa, per conoscerne il rischio. Il calendario dei controlli lo decide il veterinario che conosce il tuo gatto.

Cosa chiedere all'allevatore

Se stai per accogliere un Maine Coon, le domande giuste fanno la differenza. Un allevatore serio se le aspetta.

  • Il test A31P dei genitori, con il risultato scritto del laboratorio. Le linee guida raccomandano di non far riprodurre i gatti omozigoti.
  • L'ecocardiografia dei genitori: quando è stata fatta, da chi, con quale esito. L'HCM può comparire con l'età, quindi un controllo recente vale più di uno fatto quando il gatto era giovane.
  • La storia della famiglia: parenti stretti con malattie del cuore o morti improvvise? I parenti di primo grado di un gatto con HCM sono più a rischio.
  • Il genotipo del gattino, se già testato.

Una risposta vaga su questi punti è già una risposta.

Domande frequenti

Il mio Maine Coon ha la mutazione A31P: si ammalerà di sicuro? No. Molti gatti con la mutazione, soprattutto se l'hanno ereditata da un solo genitore, non sviluppano una malattia rilevante. Il rischio è più alto negli omozigoti. In entrambi i casi conviene concordare con il veterinario un calendario di ecocardiografie.

Se il test genetico è negativo posso stare tranquillo? Più tranquillo, non del tutto. Esistono Maine Coon negativi con HCM, per questo le linee guida suggeriscono controlli ecocardiografici anche nei gatti negativi.

Il veterinario ha sentito un soffio: vuol dire che è HCM? Non necessariamente: un soffio si sente anche in molti gatti sani. È però un buon motivo per fare un'ecocardiografia, l'unico modo per sapere com'è davvero il cuore.

L'HCM si può curare? Non esiste una terapia che faccia regredire l'ispessimento, ma ci sono farmaci che riducono il rischio di coaguli e controllano lo scompenso quando compare. Molti gatti con diagnosi precoce vivono a lungo e bene.

Fonti

  • Luis Fuentes V. et al., «ACVIM consensus statement guidelines for the classification, diagnosis, and management of cardiomyopathies in cats», Journal of Veterinary Internal Medicine, 2020; 34(3): 1062-1077. https://doi.org/10.1111/jvim.15745
  • Meurs K.M. et al., «A cardiac myosin binding protein C mutation in the Maine Coon cat with familial hypertrophic cardiomyopathy», Human Molecular Genetics, 2005; 14: 3587-3593.
  • Mary J. et al., «Prevalence of the MYBPC3-A31P mutation in a large European feline population and association with hypertrophic cardiomyopathy in the Maine Coon breed», Journal of Veterinary Cardiology, 2010; 12: 155-161.
  • Longeri M. et al., «Myosin-binding protein C DNA variants in domestic cats (A31P, A74T, R820W) and their association with hypertrophic cardiomyopathy», Journal of Veterinary Internal Medicine, 2013; 27: 275-285.
  • Ljungvall I. et al., «Sleeping and resting respiratory rates in healthy adult cats and cats with subclinical heart disease», Journal of Feline Medicine and Surgery, 2014; 16: 281-290.

Un cuore che cambia piano si può seguire. Il test dei genitori, un'ecocardiografia quando serve, i respiri contati sul divano mentre dorme: piccoli gesti che, messi insieme, danno al tuo Maine Coon il tempo che merita. Su shizu visite, esami e valori annotati stanno nel suo libretto, pronti da mostrare al veterinario.

Foto di fr1953 da Pixabay

#salute#gatti
Condividi

← Torna al magazine