Il bassotto e la schiena: cosa fare ogni giorno

La condrodistrofia spiegata senza spaventare, e i gesti quotidiani che contano: rampe, niente salti in discesa, peso, come prenderlo in braccio.

7 min di letturaSalute

In breve

Il bassotto ha una schiena più fragile della media per una ragione genetica: la stessa variante che gli dà le zampe corte fa invecchiare precocemente i dischi tra le vertebre. Circa un bassotto su cinque, nel corso della vita, ha un problema di ernia del disco, più spesso tra i 3 e i 7 anni. Non è un destino: quattro su cinque non ne soffrono mai.

La cosa che, a oggi, sembra proteggerlo di più è anche la più semplice: muoversi ogni giorno. Il resto sono gesti di buon senso che non costano niente: prenderlo in braccio sostenendo la schiena, una rampa per il divano, mantenere il peso giusto. E soprattutto sapere riconoscere i segnali che chiedono una visita subito, perché con la schiena del bassotto le ore contano.

Perché la schiena del bassotto è diversa

Tra una vertebra e l'altra c'è un disco, un cuscinetto con un centro gelatinoso che assorbe gli urti. Nel bassotto, e nelle altre razze dette condrodistrofiche, quel centro perde acqua e si indurisce molto presto, già nei primi mesi di vita. In alcuni bassotti, a 12-18 mesi, i dischi si vedono già calcificati in radiografia. Un disco indurito ammortizza meno e, sotto sforzo, può rompersi e spingere il suo contenuto verso il midollo spinale: è l'ernia del disco, che i veterinari chiamano IVDD (malattia del disco intervertebrale).

Nel 2017 un gruppo dell'Università della California a Davis ha trovato la causa: una copia in più del gene FGF4 inserita sul cromosoma 12. È la stessa variante che accorcia le zampe, ed è associata a un rischio di ernia moltiplicato di molte volte. In altre parole, la schiena fragile non è un difetto del singolo cane: fa parte di come è fatta la razza.

Quanto è frequente

Lo studio più ampio sul tema, DachsLife, ha raccolto i dati di oltre 2.000 bassotti nel Regno Unito: il 15,7% aveva avuto un episodio di ernia. Altre ricerche arrivano a cifre fra il 19 e il 24% nell'arco della vita, contro circa il 3,5% della popolazione canina generale. Il rischio cambia anche fra le varietà: nel campione inglese il bassotto a pelo corto standard si ammalava più spesso di quello a pelo duro.

L'età tipica dei primi segni va dai 3 ai 7 anni, con un picco intorno ai 4-6. Un bassotto giovane e vivace non è al riparo, e uno di dieci anni non è necessariamente quello più a rischio.

La scheda del bassotto tedesco su Wikipet raccoglie le altre predisposizioni della razza.

Cosa fare ogni giorno

Muoverlo, tutti i giorni

È il comportamento con il sostegno più chiaro nei dati. Nello studio DachsLife i bassotti che facevano più di un'ora di attività al giorno avevano circa la metà del rischio di ernia, e quelli descritti come molto attivi molto meno ancora. È uno studio osservazionale, quindi dice che le due cose sono associate, non che una causi l'altra. Ma l'idea è coerente: muscoli del tronco allenati sostengono meglio la colonna. Passeggiate vere, regolari, ogni giorno: meglio un'ora distribuita nella giornata che una corsa sfrenata la domenica.

Prenderlo in braccio nel modo giusto

Mai sollevare un bassotto per le zampe anteriori o sotto le ascelle, lasciando il posteriore a penzolare: la schiena lunga resta senza appoggio. Una mano sotto il torace, l'altra sotto il bacino, e la schiena orizzontale, come se portassi un vassoio. Insegnalo anche ai bambini e agli ospiti: è il gesto che si ripete più spesso.

Rampe e salti

I dati, qui, sono meno netti di quanto si legge in giro. Nello studio DachsLife fare le scale ogni giorno non risultava associato a un rischio maggiore, e i cani a cui era vietato saltare dal divano avevano più ernie, probabilmente perché il divieto arrivava dopo un primo episodio. Non c'è quindi una prova che i salti causino l'ernia.

Resta una precauzione sensata, soprattutto per i salti in discesa, dove l'atterraggio scarica sul davanti del corpo. Una rampa per il divano o per il letto, o un gradino intermedio, costa poco e toglie un urto ripetuto ogni giorno. Per un bassotto che ha già avuto un episodio non è più una semplice precauzione: è parte della gestione della sua schiena.

Il peso giusto

Nel campione DachsLife il peso non è risultato legato al rischio di ernia, e sarebbe scorretto dire che l'obesità la provoca. Un bassotto in forma, però, si muove di più e meglio, e dopo un'ernia ogni chilo in meno alleggerisce la ripresa. La misura più utile è la mano sulle costole: devi sentirle sotto un velo di grasso, senza premere. Se vuoi ripartire dalle basi, la nostra guida su come nutrire un cane comincia da lì.

Pettorina o collare

Anche qui le prove mancano: nello studio inglese il tipo di guinzaglio non cambiava il rischio. Molti veterinari consigliano comunque la pettorina, perché uno strattone non arriva sul collo, e la indicano sempre dopo un intervento. È una scelta ragionevole, non una garanzia.

I segnali che chiedono una visita subito

Questa è la parte da conservare. Un'ernia del disco nel bassotto può peggiorare in poche ore, e prima arriva la visita, maggiori sono le possibilità.

Dolore alla schiena. Il bassotto si muove poco o con cautela, non vuole salire sul divano o fare le scale, si lamenta quando lo prendi in braccio, cammina con la schiena rigida. In uno studio finlandese il dolore alla schiena e il rifiuto di saltare erano i primi segni nella grande maggioranza dei casi.

Andatura instabile. Le zampe posteriori sono deboli, incrociano o scivolano, il cane barcolla come se fosse ubriaco.

Zampe posteriori che non lo reggono. Si trascina sulle anteriori, il posteriore non risponde.

Pipì o feci che non controlla. Perde urina senza accorgersene, oppure non riesce a farla.

Il dolore da solo merita una visita in giornata. Andatura instabile, paralisi o perdita del controllo della vescica sono un'urgenza: vai dal veterinario o in una clinica aperta, anche di notte. Il motivo è concreto. Finché il cane sente il dolore profondo alle dita, dopo un intervento circa nove cani su dieci tornano a camminare. Quando quella sensibilità è persa, le probabilità scendono molto, e il tempo che passa prima dell'intervento conta.

Non dare antidolorifici da uomo e non aspettare per vedere come va domani: tienilo fermo, sostienilo bene durante il trasporto e chiama.

Tenere nota di ogni episodio, anche di quelli piccoli che passano da soli, aiuta il veterinario a ricostruire la storia della schiena del tuo bassotto. Il libretto di shizu serve anche a questo: date, sintomi e cure in un posto solo, da mostrare in visita senza ricostruirli a memoria.

Domande frequenti

Il bassotto deve evitare le scale? Non necessariamente. Gli studi non mostrano che le scale aumentino il rischio di ernia in un bassotto sano. Dopo un episodio, invece, il veterinario di solito chiede di evitarle per settimane o mesi, ed è bene seguirlo.

A che età il bassotto rischia di più l'ernia del disco? Più spesso tra i 3 e i 7 anni, con un picco intorno ai 4-6. Ma i dischi cominciano a indurirsi già nei primi mesi di vita, quindi le buone abitudini valgono da cucciolo.

La sterilizzazione cambia il rischio per la schiena? Nello studio inglese DachsLife le femmine sterilizzate, soprattutto prima dei 12 mesi, avevano un rischio più alto. I dati vengono da un solo campione e non sono definitivi: è un tema da valutare con il tuo veterinario, insieme agli altri pro e contro.

Come capisco se il mio bassotto ha mal di schiena? I segni più comuni sono il rifiuto di saltare o fare le scale, i tremori, la schiena rigida e il lamento quando lo prendi in braccio. Se si aggiungono un'andatura instabile o problemi alle zampe posteriori, è un'urgenza.

Esiste uno screening per la schiena del bassotto? Nel Regno Unito il Kennel Club gestisce un programma di radiografie tra i 24 e i 48 mesi che conta i dischi calcificati, pensato per scegliere i riproduttori. In Italia non c'è un programma equivalente, ma una radiografia si può sempre discutere con il veterinario.

Fonti

  • Brown E.A. et al., «FGF4 retrogene on CFA12 is responsible for chondrodystrophy and intervertebral disc disease in dogs», PNAS, 2017, 114(43): 11476-11481
  • Packer R.M.A. et al., «DachsLife 2015: an investigation of lifestyle associations with the risk of intervertebral disc disease in Dachshunds», Canine Genetics and Epidemiology, 2016, 3:8. pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5097381
  • Dorn M., Seath I.J., «Neuter status as a risk factor for canine intervertebral disc herniation (IVDH) in dachshunds: a retrospective cohort study», Canine Genetics and Epidemiology, 2018, 5:11
  • Lappalainen A.K. et al., «Intervertebral disc disease in Dachshunds radiographically screened for intervertebral disc calcifications», Acta Veterinaria Scandinavica, 2014, 56:89
  • Olby N.J. et al., «Prognostic Factors in Canine Acute Intervertebral Disc Disease», Frontiers in Veterinary Science, 2020, 7:596059
  • American College of Veterinary Surgeons, «Intervertebral Disc Disease»: acvs.org
  • Merck Veterinary Manual, «Degenerative Diseases of the Spinal Column and Cord in Animals»: merckvetmanual.com
  • Dachshund Breed Council, programma di screening radiografico: dachshund-ivdd.uk

Foto di dworakfoto da Pixabay

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