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Razze di conigli

Le razze di conigli riconosciute in Italia sono una quarantina, dai nani sotto il chilo e mezzo ai giganti che superano i sei chili. La differenza di taglia cambia tutto: spazio, cibo, costi del veterinario. Qui trovi tutte le schede, e più sotto una guida per scegliere con cognizione.

Quante razze di conigli esistono

In Italia il riferimento è ANCI, l'associazione dei coniglicoltori, che riconosce una quarantina di razze e ne tiene il Libro Genealogico sotto il Ministero. Gli standard dialogano con quelli dell'Entente Européenne, l'organismo europeo del settore.

Le razze si raggruppano per peso, e in quattro famiglie: pesanti, medie, leggere, e quelle definite dalla struttura particolare del mantello, come Rex e Angora. È il modo più pratico per orientarsi, perché il peso adulto decide quanto spazio serve e quanto costa mantenerlo.

Su Wikipet trovi 20 schede, quelle delle razze che si incontrano davvero come pet in Italia.

Dalla taglia dipende quasi tutto

Un errore frequente è comprare un coniglio nano immaginandolo minuscolo per sempre, o prendere un cucciolo senza sapere che diventerà un gigante da sei chili. Il peso adulto è la prima cosa da chiedere.

Nani, fino a circa 1,5 kg. I più diffusi in casa. Piccoli, ma non per questo più semplici: sono anche i più fragili: Nano Colorato, Nano Ermellino, Ariete Nano, Nano Olandese, Testa di Leone.

Medi, fra 2 e 4 kg. Il compromesso più equilibrato fra spazio richiesto e robustezza: Olandese, Ariete Inglese, Rex, Nuova Zelanda.

Grandi e giganti, oltre 5 kg. Docili e imponenti, ma chiedono spazio vero e costano di più in tutto: Gigante delle Fiandre, Ariete Francese.

Mantelli particolari. Pelo che cambia le regole della cura quotidiana, dal velluto del Rex alla lana dell'Angora: Mini Rex, Angora.

Il coniglio non è il pet facile che si racconta

Viene proposto spesso come primo pet per bambini, ed è probabilmente il consiglio peggiore che circola. Il coniglio è una preda: essere sollevato e stretto lo terrorizza, e reagisce scalciando, con il rischio di farsi male alla schiena.

Mangia fieno, e non come contorno: deve essere la gran parte della sua giornata alimentare. I denti crescono per tutta la vita e sono le fibre lunghe a consumarli. Una dieta sbilanciata verso i pellet porta a problemi dentali seri, che sono la ragione più comune per cui un coniglio finisce dal veterinario.

Serve poi un veterinario esperto in esotici, che non è ogni veterinario, e vale la pena trovarlo prima che serva di urgenza.

Gabbia, spazio e compagnia

La gabbia da sola non basta a nessuna taglia. Il coniglio ha bisogno di ore fuori ogni giorno, in uno spazio dove possa correre e alzarsi sulle zampe posteriori senza toccare il soffitto.

È un pet sociale: in natura vive in gruppo, e da solo si annoia. Due conigli sterilizzati e presentati con gradualità stanno meglio di uno. La sterilizzazione, oltre a rendere possibile la convivenza, riduce nelle femmine un rischio tumorale che con l'età diventa molto alto.

Domande frequenti sulle razze di conigli

Quante razze di conigli esistono?

In Italia ANCI ne riconosce una quarantina, raggruppate per peso in pesanti, medie e leggere, più quelle con strutture del mantello particolari come Rex e Angora. Gli standard sono allineati a quelli europei dell'Entente Européenne. Su Wikipet trovi 20 schede.

Qual è la razza di coniglio più adatta ai bambini?

Nessuna, se l'idea è un pet da prendere in braccio. Il coniglio è una preda e il contatto forzato lo spaventa, con il rischio che si ferisca divincolandosi. Può convivere benissimo con dei bambini, purché imparino a interagire da terra e senza sollevarlo.

Quanto vive un coniglio domestico?

Fra gli 8 e i 12 anni se tenuto bene, con differenze fra le taglie: i giganti tendono a vivere meno dei nani. Alimentazione corretta, sterilizzazione e controlli regolari fanno la differenza più della razza.

Un coniglio può stare da solo?

Può, ma sta peggio. È una specie sociale che in natura vive in gruppo. Una coppia sterilizzata, presentata con gradualità in territorio neutro, è la sistemazione che funziona meglio. Se resta solo, ha bisogno di molta più interazione con la famiglia.

Cosa deve mangiare un coniglio?

Fieno a volontà, sempre disponibile, come base di tutto. Poi verdure fresche adatte e una quantità limitata di pellet di qualità. I denti crescono per tutta la vita e sono le fibre lunghe del fieno a consumarli: senza, arrivano i problemi dentali.

Fonti

ANCI, associazione nazionale coniglicoltori italiani

Dal magazine

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